San Luigi
Capoluogo amministrativo del comune: qui hanno sede il Municipio e l'ufficio postale principale. Conserva la cappella di San Luigi Gonzaga, dei primi del Settecento, e quella di Sant'Antonio Abate, della meta' del Cinquecento.
Pornassio sta dove la Liguria smette di essere mare e diventa montagna: 27 chilometri quadrati in provincia di Imperia, distribuiti fra i 392 metri di Ponti e i 934 del Colle di Nava.
Le origini potrebbero essere romane: l'entroterra ligure occidentale era allora un mosaico di insediamenti rurali e aziende agricole. Intorno al 1200 Pornassio giura fedelta' a Genova ed entra nella Castellania dell'alta valle Arroscia. La sua importanza nasce da due cose: gli alpeggi estivi e un castello che controlla la strada del Colle di Nava.
Il paese passa di mano fra piu' famiglie nobili prima che Genova stabilisca il proprio dominio verso il 1385. Dal Trecento in poi resta un centro amministrativo importante del dominio di terraferma genovese, mentre la tensione fra Piemonte e Liguria per il controllo del valico non si placa: una carta militare del 1736 documenta le rotte in competizione fra costa ed entroterra. La contesa dura fino all'occupazione napoleonica del 1795.
Dopo il 1815 Pornassio entra nel Regno di Sardegna e poi nell'Italia unita. La storia moderna del paese e' legata alle fortificazioni di montagna costruite fra il 1870 e il 1880, che ospiteranno prigionieri austriaci nella Grande Guerra e, nella Seconda, saranno di volta in volta presidio, base partigiana e carcere per i resistenti.
Nel 1303 un editto dei Marchesi di Clavesana impone la coltivazione del vitigno Ormeasco. E' una data che vale piu' di molte battaglie: da quel momento il vino definisce l'economia, il paesaggio terrazzato e il calendario delle feste. L'Ormeasco di Pornassio e' oggi denominazione di origine controllata, con una produzione limitata a circa cinquecento ettolitri l'anno, e si celebra a Villa l'ultima domenica di agosto.
La cucina locale ha due anime. Quella della Cucina Bianca, nata dalla pastorizia transumante e costruita su latte e derivati, patate e farina di grano duro. E quella della cucina povera dell'entroterra: ravioli e torte di erbe, cavoli ripieni, condiglione, coniglio alle olive e Ormeasco, cinghiale con la polenta.
Sintesi dei cenni storici pubblicati dal Comune di Pornassio.
Sei borghi, sei altitudini, sei storie.
Capoluogo amministrativo del comune: qui hanno sede il Municipio e l'ufficio postale principale. Conserva la cappella di San Luigi Gonzaga, dei primi del Settecento, e quella di Sant'Antonio Abate, della meta' del Cinquecento.
Arroccata su un poggio che domina il paese, Villa conserva il castello di origine duecentesca e la chiesa parrocchiale di San Dalmazzo. E' il cuore della produzione dell'Ormeasco, il vino rosso rubino celebrato ogni ultima domenica di agosto.
L'insediamento piu' antico e architettonicamente interessante del comune: portali in pietra medievali (uno datato 1169), antiche botteghe artigiane e un complesso idraulico ancora funzionante con frantoio, mulino e segheria. Intorno al 1911 vi fu rinvenuta un'urna funeraria del VII secolo. La Fiera di San Bernardo cade la domenica prima del 20 agosto.
Esempio di architettura rurale spontanea a 660 metri di quota. Vi si trovano la chiesa dell'Annunziata, del 1400, e il santuario barocco della Madonna della Chiazza, affrescato nel 1898.
Localita' di villeggiatura sul valico che unisce Liguria e Piemonte. Cinque forti ottocenteschi, il sacrario degli Alpini con le spoglie del generale Battisti e una cappella romanica del Quattrocento. La Festa degli Alpini si tiene la prima domenica di luglio.
Il nucleo residenziale piu' recente, disteso lungo la strada statale 28 poco sotto il Colle di Nava. E' il punto di partenza del percorso escursionistico G, storico e monumentale.